Progetto “spicco il volo”

Progetto “spicco il volo”

A CURA DI:
Dott.ssa Erika Cappello (Pedagogista Clinico)
Dott.ssa Silvia Visentin (Psicomotricista)
Dr. Simone Minichiello (Logopedista).
Dott.ssa Giulia Ferrari (Educatrice).

 

Premessa:
La persona diversamente abile, si trova spesso a vivere in condizioni tali che non gli permettono di esprimere al meglio le proprie abilità. Attraverso un intervento educativo e pedagogico-clinico e con la psicomotricità, che valorizza il movimento, la danza, il suono, il respiro, il disegno e la pittura, si può risvegliare la creatività presente nell’inconscio di ogni individuo per favorire una migliore capacità organizzativa ed espressivo corporea in grado di promuovere la conoscenza di sè per potersi meglio relazionare con l’altro.
Le attività proposte permettono un affinamento ed un arricchimento della personalità, una migliore disposizione al rapporto interpersonale, a rappresentare e rappresentarsi. Attraverso i linguaggi espressivi il bambino potrà di acquisire abilità nell’attenzione e nell’autocontrollo, vivere il proprio corpo, sentirlo, parteciparlo, vincere o canalizzare le tensioni emotive, scoprire le diverse intensità di tatto, di pressione o di esitazione, la varietà dei ritmi e di espansione nello spazio, la possibilità di conoscersi, di vivere e provare emozione.
Gli obiettivi sono stati concordati in equipe con la psicologa di riferimento del distretto . Essi vengono continuamente revisionati in funzione alle possibili evoluzioni. Nello specifico, gli obiettivi di lavoro psicomotorio per l’anno 2013 – 2014, verteranno su: L’attribuzione di significati condivisi, allo scopo di stimolare . ad avere consapevolezza e comprensione delle attività proposte; creare i presupposti che motivano . a ripetere l’esperienza; entrare in relazione con l’altro e goderne degli aspetti positivi..

 

Ambito di intervento:
Socio-educativo-psicomotorio.

 

A chi è rivolto:
l’intervento è rivolto a soggetti diversamente abili.

 

Problema/bisogno:
Le persone diversamente abili necessitano di interventi capaci di aiutare la persona ad aprirsi per farla crescere e divenire maggiormente consapevole delle proprie potenzialità, restituendole fiducia e coraggio nel perseguire la strada verso la conoscenza intima di se stessa.

 

Obiettivo generale:
Il progetto proposto, intende favorire la conoscenza di sè e dell’altro dando al soggetto la possibilità di cogliere e sviluppare nuovi modi di pensare, sentire e relazionarsi a partire da un contatto con il proprio vissuto e dalla relazione con l’altro. Quello che ci si propone è di aiutare la persona diversamente abile a vivere il proprio corpo in modalità diverse, cogliere i messaggi che da esso riceve, sperimentarlo in situazioni nuove che favoriscono la piacevolezza del contatto e stimolano nuove sensazioni e vissuti quali la fiducia e il controllo
di sè, capaci di ridonargli la consapevolezza del proprio corpo..

 

Obiettivi specifici:

La persona dovrebbe acquisire le seguenti capacità:

  1. L’acquisizione della consapevolezza del proprio sè corporeo;
  2. Il passaggio dal corpo vissuto, al corpo percepito e al corpo rappresentato;
  3. L’incremento dell’autostima nel soggetto diversamente abile;
  4. L’acquisizione di nuove competenze relazionali.
  5. Acquisire una maggior consapevolezza delle senso – percezioni interocettive, propriocettive e esterocettive;
  6. Promuovere la costruzione di un’immagine di Sè che comprenda sia i limiti sia le potenzialità.
  7. migliorare la percezione e l’articolazione dei fonemi della lingua italiana,
  8. guidare il bambino nella costruzione di frasi sempre più complesse dal punto di vista morfo-sintattico e grammaticale
  9. aiutare il bambino nell’ampliamento lessicale e nella ricerca di parole nuove
  10. favorire lo sviluppo delle abilità narrative di ciascun bambino.
  • Il miglioramento della grosso – motricità (deambulazione, passaggi posturali, spostamenti, aggiustamenti, riequilibrazioni, differenziazione nell’uso degli arti, riconoscimento dei pericoli);
  • Il riconoscimento degli stati emotivi che passano attraverso le manifestazioni corporee e l’autoregolazione;
  • Lo sviluppo di strategie di apprendimento ( aggancio visivo, aumento dei tempi di attenzione, imitazione, ripetizione). Gli Gli obiettivi vengono perseguiti all’interno di proposte ludiche, partendo da esperienze che sono già conosciute, complessificando l’azione. Ciò motiva il bambino a perseverare, attivando nuove strategie sia motorie che comportamentali.

 

Destinatari:
6 giovani diversamente abili
1 bambino con sindrome di Down

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