Progetto insegnami a fare da solo

Progetto insegnami a fare da solo

A CURA DI:
dott.ssa Erika Cappello (Pedagogista Clinico)
e dott.ssa Sara Monzo (Logopedista).

 

Premessa:
è indispensabile aiutare il bambino diversamente abile a sviluppare un senso di fiducia nelle proprie potenzialità, di benessere interiore e di attaccamento-apertura verso l’ambiente. In questo modo si riduce il rischio di un impoverimento percettivo del bambino, di un isolamento in un proprio spazio vitale circoscritto e deprivato, di comportamenti di difesa auto o eterolesionistici e di atteggiamenti auto stimolatori stereotipati.
Il progetto coinvolge tre bambini diversamente abili, e prevede un intervento logopedico per un bambino con trisomia 21 e un’intervento pedagogico-clinico per due bambini con disabilità intellettive.
Il bambino con sindrome di Down può incontrare delle difficoltà nell’acquisizione del linguaggio orale. Queste possono dipendere da possibili malformazioni dell’apparato vocale che rendono difficile l’acquisizione di molti suoni linguistici e nell’evoluzione spontanea rendono l’eloquio scarsamente intellegibile. In questi casi si rende molto importante un intervento riabilitativo logopedico precoce per aiutare il bambino in una migliore articolazione ed acquisizione di questi. Inoltre l’intervento precoce può permettere di lavorare anche sulla struttura del linguaggio, sull’ampliamento lessicale e sull’espansione della frase per rendere il linguaggio verbale sempre più ricco e preciso.
In bambini con disabilità intellettive, è importante promuovere l’incontro con esperienze educative che utilizzano le abilità residue e ben sviluppate per mantenere alto il livello delle abilità già presenti usandole come punti di forza per i nuovi apprendimenti. Si lavora con loro per favorite esperienze di interazione, capaci di influenzarne positivamente la crescita, senza trascurare i valori dell’affettività e dell’emozionalità.

Obiettivo generale:
Intervento logopedico: l’ascolto e l’attenzione verbale permettono di sviluppare più velocemente il linguaggio orale e di comunicare più facilmente con l’altro.

intervento pedagogico clinico: far acquisire e rafforzare competenze fine motorie in ambito operativo ludico ed espressivo attraverso interventi individuali a valenza ludica, riabilitativa, sociale.

 

Obiettivi specifici:

Intervento logopedico:

  • migliorare la percezione e l’articolazione dei fonemi della lingua italiana,
  • guidare il bambino nella costruzione di frasi sempre più complesse dal punto di
  • vista morfo-sintattico e grammaticale,
  • aiutare il bambino nell’ampliamento lessicale e nella ricerca di parole nuove,
  • favorire lo sviluppo delle abilità narrative di ciascun bambino.

Intervento Pedagogico-clinico:

  • Aumentare il senso di autoefficacia.
  • Accrescere la percezione delle proprie capacità.
  • Stabilire il contatto oculare.
  • Collaborare con i compagni.
  • Rinforzare le autonomie personali.
  • Acquisire maggior autonomia nel portare a termine un lavoro.
  • Stimolare l’interesse e l’impegno in attività grafiche e manipolative
  • scoprire le diverse intensità di tatto, di pressione o di esitazione
  • apprendere modi diversi di comunicazione, di adattamento e di crescita

 

Destinatari:
tre bambini di 7,10 e 14 anni.

Metodologia:
lavoro individuale.

Materiale:
tempere, cartelloni, fogli, colla, colori, oggetti, costruzioni, immagini.

Tempi:
Intervento logopedico: un’ora per 2 giorni alla settimana per ciascuno per un totale di 46 incontri (i primi tre saranno incontri di valutazione del linguaggio ed i rimanenti 43 incontri di trattamento specifico).
Intervento pedagogico clinico: un’ora per ciascun bambino un giorno alla settimana dal mese di gennaio al mese di giugno 2011.

Attività :
Percorso logopedico: per il raggiungimento degli obiettivi prefissati si imposterà l’intervento riabilitativo su:

  • allenamento all’attenzione, alla concentrazione ed alla discriminazione
  • acquisizione e utilizzo delle mappe cognitive
  • sviluppo della produzione e della comprensione orale quindi:
  • denominazione e verifica del significato
  • descrizione
  • formulazione di frasi
  • formulazione spontanea di frasi
  • comprensione e produzione della struttura frastica
  • ampliamento del vocabolario
  • narrazione

Intervento pedagogico clinico:

attività di percezione

  • Accoppiare oggetti
  • Trovare un oggetto ben visibile nascosto sotto un bicchiere
  • Sistemare alcuni cubi su un modello preparato
  • Raccogliere oggetti sparsi e metterli tutti in un contenitore
  • Abbinare due oggetti uguali

area cognitiva

  • Appaiare oggetti di uso comune
  • Appaiare immagini uguali
  • Fare semplici richieste
  • Distinguere colori

attività di integrazione oculo-manuale

  • Mettere le scatole una dentro all’altra
  • Mettere i bicchieri uno dentro all’altro
  • Pressare ogni oggetto sul posto prestabilito (costruzioni)
  • Infilare anelli in un’asta
  • Infilare cubi
  • Collocare ogni oggetto nel contenitore corrispondente

area abilità fini-motorie

  • Estrarre da una scatola chiusa alcuni oggetti
  • Afferrare un pennello e metterlo dentro ad un contenitore
  • Prendere oggetti di diverse dimensioni e metterli dentro ad un unico contenitore
  • Prendere oggetti piccoli e metterli dentro ad un barattolo

 

Relazione finale al 07/07/2011:

Nella seconda parte del progetto “Insegnami a fare da solo” Gianluca è stato sottoposto ad un periodo di trattamento logopedico domiciliare che si è sviluppato in 23 incontri della durata di un’ora ciascuno con cadenza bisettimanale. Dalla valutazione iniziale, effettuata nella prima parte del progetto, è emersa una difficoltà di linguaggio a livello:

  • Prassico: emerge una grave disprassia;
  • Fonetico-fonologico: assenza o sostituzione di fonemi, riduzione dei gruppi     consonantici, stopping, con conseguenti difficoltà di comprensione dell’eloquio   spontaneo;
  • Morfosintattico: produzione della frase ridotta (parola-frase);
  • Pragmatico: linguaggio ecolalico in assenza di risposte semplici (si-no);
  • Narrativo: le difficoltà prassiche e di articolazione rendono molto difficile la  produzione;
  • Attentivo.

Gli obiettivi del trattamento sono stati:

  •  Migliorare la motilità e la tonicità del distretto orofacciale,
  • Lavorare a livello propriocettivo per il mantenimento dell’articolazione di suoni diversi tra loro (come ad esempio i suoni p/b, t/d, m/n, f/v,),
  • Consolidare l’impostazione di suoni omessi o sostituiti in parole bisillabiche,
  • Lavorare sull’ampliamento lessicale e morfosintatico della frase,
  • Migliorare l’attenzione verbale e diminuire le perseverazioni,
  • Aumentare i tempi di attenzione al lavoro e soprattutto al contesto verbale, guidando le risposte e la comunicazione.

Attualmente, alla fine del progetto, è possibile stilare il seguente quadro della situazione:

  • aumento dei tempi di attenzione e di concentrazione al contesto verbale,
  • lieve miglioramento nella produzione dei fonemi occlusivi /p/, /b/, dentali /t/, /d/, e del fonema fricativo /s/ in posizione iniziale di parola,
  • costruzione della frase in lieve espansione, con particolare attenzione all’articolo (il/la) e al verbo,
  • miglioramento nella comprensione di semplici ordini ed automatizzazione di risposte spontanee si-no,
  • rimane tuttora molto deficitaria la coarticolazione tra suoni a causa delle difficoltà prassiche del distretto orofacciale.

Concludendo, è possibile affermare che Gianluca attraversa una fase di miglioramento generale sia a livello linguistico, in particolar modo nella produzione e nel rispetto dei turni di conversazione, sia a livello comportamentale anche se permangono difficoltà nel rispetto di regole non dipendenti da lui e nel tollerare la frustrazione. E’ auspicabile che Gianluca continui a lavorare intensamente a livello linguistico per poter mantenere e consolidare i risultati ottenuti.

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